Perché arrivo all’obiettivo e poi mi ritrovo al punto di partenza?

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Perché arrivo all’obiettivo e poi mi ritrovo al punto di partenza?

tutto ciò che non cresce, muore-coaching-Stella Laurini

“La gente da sempre la colpa alle circostanze per ciò che è. Io non credo alle circostanze. In questo mondo gli uomini che vanno avanti sono quelli che si danno da fare e cercano le circostanze che desiderano e, se non riescono a trovarle, le creano.” George Bernard Shaw

E se ci pensi, spesso è così. In realtà non sono le circostanze a determinare chi siamo e cosa possiamo fare, è la nostra interpretazione di ciò che ci accade a determinare chi siamo e chi diventeremo.

E te lo dimostra il fatto che, di fronte allo stesso incidente, due persone racconteranno cose diverse, perché notano e ricordano particolari differenti: una persona potrebbe ricordare meglio ciò che ha visto, mentre l’altra ciò che ha sentito, oppure le sensazioni che ha provato.

E in base ha ciò che notiamo, interpretiamo a modo nostro quello che succede e ci creiamo dei nostri personali “film” nella mente.

Ecco perché ad esempio in tribunale, spesso, è così difficile arrivare alla “verità”!

In realtà, contrariamente a quanto pensano alcune persone, passare da dove ci si trova a dove si desidera essere non dipende dalle circostanze e soprattutto richiede qualcosa in più che il semplice desiderarlo (anche se intensamente).

Sono 2 i fattori determinanti che ti permetteranno di arrivare al tuo obiettivo: una DIREZIONE e un PROGETTO. Sono entrambi indispensabili per un cambiamento duraturo e prevedibile.

Nel mio lavoro di Coach incontro spesso persone che sanno dove sono, sanno cosa vogliono, ma non sanno come raggiungerlo, come ottenerlo.

E la domanda chiave è: COME ARRIVARE dove vuoi arrivare, a trovare quelle che sono le risorse necessarie per arrivarci senza più perdere tempo o sprecare energie e soldi?

Raggiungere i propri obiettivi, i propri sogni richiede un’adeguata pianificazione.

Quotidianamente lavoro con persone che vogliono raggiungere obiettivi diversi: da chi vuole sentirsi più sicuro di sé, a chi vuole migliorare la propria relazione di coppia, a chi vuole dimagrire, a chi vuole imparare a comunicare in maniera più efficace…

E spesso la difficoltà di chi NON ottiene quello che vuole sta proprio nella definizione dell’obiettivo.

Il più delle volte, il NON sapere COME e il NON riuscire ad arrivare al proprio obiettivo dipende da come questo è stato formulato.

Quindi, andiamo a scoprire quali sono i “problemi” nella definizione dell’obiettivo che ci possono impedire di raggiungerlo.

Il primo problema sta nella dimensione dell’obiettivo, che può essere talmente grande e complesso da risultare scoraggiante al solo pensiero.

Per evitarlo basta suddividere gli obiettivi più grandi in parti più facili da gestire. Questo permette anche agli obiettivi più ambiziosi e impegnativi di diventare gestibili.

Basta pensare a come si mangia un elefante… Un pezzo alla volta, ovviamente!

Un altro “problema” molto comune è quella di non avere abbastanza forza di volontà. Pensa a tutti i buoni propositi che hai fatto a ogni inizio d’anno: quanti ne hai mantenuti o realizzati?

Ammettilo, la cosa più probabile è che tutti quei cambiamenti che volevi apportare alla tua vita, come smettere di fumare, tornare in forma, smettere di mangiarti le unghie, ecc. NON sono mai diventati realtà.

Se questo è quello che ti è successo, ci sono ottime probabilità che i tuoi obiettivi NON siano collegati con un programma per creare il cambiamento.

Per non parlare poi di quelli che sono motivati da obiettivi assolutamente desiderabili e raggiungibili ma che, non appena li realizzano, sembrano aver sbattuto contro un muro: il loro programma non andava oltre quella specifica soglia e il risultato è che si ritrovano al punto di partenza.

Davide è un imprenditore che ha guadagnato tanti soldi quanti ne ha persi, prima di rendersi conto che c’era qualcosa che non andava. Parlandoci, disse di venire da una famiglia in cui aveva imparato che il merito era dato in base a quanto la persona riusciva a guadagnare. Ogni giorno prometteva a se stesso: “Un giorno guadagnerò 1 milione di euro”.

Crescendo si rende conto di avere un talento nell’individuare buone idee e farle fruttare. Arrivò così a guadagnare quel milione di euro, ma poi lo perse. Ne fece un altro, e perse anche quello. Quando finalmente si rese conto di dover cambiare qualcosa nella sua strategia, si accorse con sua grande sorpresa di non aver mai programmato altro che guadagnare quel primo milione. Il suo inconscio, in mancanza di altre indicazioni, arrivato a quel punto abbandonava il programma e ricominciava da capo.

Francesca è una donna lavoratrice, mamma di due bambini che, da quando ha avuto il primo figlio, è dimagrita e ingrassata oltre 100 kg. Nel corso di una conversazione, dice che ha seguito diete diverse, ha fatto attività fisica, ha provato barrette e beveroni, ma sempre con lo stesso risultato: perdeva i 10 kg in più e poi li riprendeva tutti (a volte con gli interessi). Era quindi arrivata a convincersi di NON sapere come fare a raggiungere il suo obiettivo, perché anche quando ci arrivava, poi si ritrovata, dopo poco tempo, sempre al punto di partenza. Fino a quando si rende conto di non aver mai pensato cosa sarebbe successo una volta raggiunto il suo obiettivo. E così, il suo inconscio, in mancanza di altre indicazioni, arrivato a quel punto abbandonava il programma e ricominciava da capo.

 

Questo arrivare all’obiettivo desiderato e poi ritrovarsi al punto di partenza è più comune di quanto si possa credere.

Quante volte hai deciso di smettere di fumare, o di mangiare dolci e di avercela fatta… per un po’?

Il fatto è che hai rappresentato l’obiettivo come un fatto compiuto, senza che a questo seguisse l’atto di vivere con le conseguenze positive dell’averlo raggiunto.

Certo, smetterai di fumare o di mangiare dolci, farai sport regolarmente, farai 1 milione di euro. E una volta ottenuto? Cosa farai? In assenza d’indicazioni, il tuo cervello potrebbe tornare a seguire l’unica istruzione che abbia ricevuto.

Per poter andare oltre e avere una direzione, obiettivi e risultati devono diventare parte di un processo globale di avanzamento e di crescita, perché ricorda: TUTTO CIO’ CHE NON CRESCE, MUORE.

Imparando a usare la tua mente puoi ottenere straordinari risultati e smettere di fare 1 passo avanti e 2 indietro, diventando Coach di Te Stesso

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